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La letteratura per bambini nella collezione della Baldwin Library

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La letteratura per bambini, ragazzi e young adult è oggi uno dei settori più floridi del mercato editoriale. C’è stato tuttavia un periodo in cui il concetto stesso di libro per l’infanzia non esisteva.  A documentare il modo in cui tale letteratura si è sviluppata nel corso degli ultimi secoli c’è la splendida collezione della Baldwin Library of Historical Children’s Literature , biblioteca di un dipartimento dell’Università della Florida.  Il sito web della Baldwin Library, entra fra le risorse web di ReteINDACO.

La Baldwin Library

La letteratura per ragazzi

La Baldwin Library contiene oltre 130.000 libri e periodici pubblicati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna dalla metà del 1600 ad oggi.

La Biblioteca contiene anche raccolte di manoscritti, opere d’arte originali e oggetti vari come giochi da tavolo, puzzle e giocattoli.
Una parte di questa collezione è stata digitalizzata ed è liberamente disponibile on-line.  Si tratta di più di 6000 libri pubblicati in larghissima parte nel XIX secolo.

La collezione digitalizzata ha tutto. Da uno speciale sotto-sito dedicato ad Alice nel paese delle meraviglie, a classici come 20.000 leghe sotto i mari.  Non mancano le fiabe dei Fratelli Grimm e libri meno conosciuti di autori come Louisa May Alcott.


C’è la funzione ricerca, per trovare i titoli in base all’autore, alla casa editrice, alla data di pubblicazione, alla lingua o al genere.

Una volta trovato il libro desiderato si può sfogliare online oppure stamparlo. Selezionato il libro, sono disponibili diverse opzioni tra cui quella di poter cercare delle singole parole o frasi all’interno del testo o poter vedere tutte le anteprime delle pagine.

Le origini della letteratura per bambini

Alla fine del XVIII secolo, la letteratura per l’infanzia era una parte prospera e ben distinta dell’industria editoriale in Gran Bretagna.  Circa 50 libri per bambini venivano stampati ogni anno a Londra, ma anche in centri più piccoli come Edimburgo o Newcastle.

Secondo gli standard odierni, questi libri possono sembrare piuttosto aridi, e spesso erano di carattere devozionale. Ma erano comunque pensati per compiacere i giovani lettori, con storie divertenti e illustrazioni accattivanti. Questo, tuttavia, costituiva una novità. All’inizio del secolo esistevano pochissimi libri scritti espressamente per bambini.

Anche le opere che incontravano il favore dei lettori più piccoli (favole, fiabe, romanzi cavallereschi, racconti e ballate) erano stati pensati anche per un pubblico adulto. I libri che erano stati pubblicati specificatamente per i bambini nella prima della metà del XVIII secolo erano quasi sempre spiccatamente istruttivi (libri di ortografia, libri scolastici, libri di condotta) o di carattere religioso. Eppure, per quanto oggi possano sembrarci noiosi, questo non significa che i bambini del tempo non li abbiano graditi.

I primi esempi

Già nella prima parte del 1700 troviamo esempi di libri per bambini di carattere non espressamente didattico o devozionale, come raccolte di enigmi e filastrocche o bestiari illustrati. Ma la vera svolta avvenne intorno al 1740. In quegli anni un gruppo di editori di Londra inizio a pubblicare nuovi libri pensati per istruire e dilettare i giovani lettori. Tra questi ricordiamo Thomas Boreman e Mary Cooper ma soprattutto John Newbery, considerato il padre della letteratura per bambini.

John Newbery, il padre della letteratura per bambini

Il primo libro per l’infanzia da lui pubblicato si chiamava A Little Pretty Pocket-Book Intended for the Instruction and Amusement of Little Master Tommy and Pretty Miss Polly. Venne edito nel 1744.

Il libro consisteva in semplici poesie, una per ciascuna delle lettere dell’alfabeto. Insieme ad esso l’acquirente riceveva una palla rossa e nera, se era un maschietto, o un puntaspilli, se era una femminuccia. Questi giocattoli avevano anche un fine educativo. I giovani proprietari li avrebbero usati per registrare il proprio comportamento. Bastava attaccare uno spillo sul lato rosso della palla o del puntaspilli in caso di buona condotta, sul lato nero in caso di cattiva.  Il libro divenne molto popolare in Inghilterra e permise a Newbery di acquisire molta fama.
Benché quella di editore per bambini non fosse la sua principale né più remunerativa attività, essa prosperò e, dopo la sua morte nel 1767, fu rilevata dai suoi discendenti, sopravvivendo fino al XIX secolo.

Newbery è stato anche un grande innovatore. Ha prodotto il primo periodico per bambini, The Lilliputian Magazine (1751-52), e il suo lavoro più famoso, The History of Little Goody Two-Shoes (1765) può essere considerato tra i primi romanzi per l’infanzia.

La qualità delle sue pubblicazioni, spesso rilegate con carta floreale olandese, e la diversità degli argomenti in essi trattati, ha certamente contribuito a rendere Newbery il principale produttore di libri per l’infanzia dei suoi tempi.

La nascita del concetto di infanzia

L’espansione della letteratura per bambini nella seconda metà del XVIII secolo è dovuta a diversi elementi. Il talento imprenditoriale di editori come Newbery ha indubbiamente giocato un ruolo importante. Ugualmente significativi sono stati altri fattori strutturali. Tra questi occorre ricordare la considerevole crescita della classe media, lo sviluppo di tecnologie che rendevano più economico il processo di stampa e il cambiamento dell’atteggiamento nei confronti dell’infanzia. Il concetto stesso di infanzia nasce con la rivoluzione industriale. La regolamentazione dei turni di lavoro consente di definire orari fissi per gli impieghi quotidiani, creando il tempo libero, aumentando il benessere e migliorando le condizioni di vita. Tutto ciò contribuì a ridurre notevolmente la mortalità infantile e a formare nell’immaginario collettivo l’idea di infanzia.

I bambini nell’America coloniale

Prima dell’Ottocento un bambino era considerato un’entità non autosufficiente da accudire finché non potesse essere utilizzato come forza lavoro nelle attività di famiglia. Non stupisce quindi che nell’America dell’epoca coloniale non esistesse alcuna forma di letteratura per ragazzi. Ciò non era dovuto soltanto al basso tasso di alfabetizzazione tra la popolazione, soprattutto se non benestante, ma alla mancanza del concetto stesso di infanzia. In quella America ci si aspettava che i bambini lavorassero al fianco degli adulti e aderissero a una disciplina severa piuttosto che passare il loro tempo ad essere bambini. Solo con l’affermazione del Romanticismo e la diffusione della classe media l’infanzia – il tempo per il gioco, l’immaginazione, la spensieratezza – prende forma.

Fra gli scaffali della Baldwin Library of Historical Children’s Literature

Possiamo imparare molto su un determinato periodo storico studiando la letteratura per l’infanzia. Certamente possiamo farlo esaminando la letteratura per bambini dell’ era vittoriana. Ce lo consentono, ad esempio, le migliaia di titoli della metà del XIX secolo presenti fra gli scaffali della Baldwin Library of Historical Children’s Literature e in gran parte digitalizzati. Attraverso essi  possiamo farci un’idea di ciò che gli adulti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti volevano che i bambini conoscessero e credessero.

Diversi generi fiorirono all’epoca: testi di istruzione religiosa, ma anche libri di lingua e ortografia, fiabe, codici di condotta e, soprattutto, storie d’avventura. In queste ultime, i fatti si mescolavano alla finzione, la storia naturale e la scienza ai resoconti di battaglie e di viaggi. Ma c’è un altro filone distintivo nella letteratura per bambini dell’epoca: la poesia. Per la maggior parte degli studenti e dei lettori d’età vittoriana la poesia era una parte quotidiana della vita, ed era una forma centrale di istruzione e narrazione nella letteratura per bambini.

Storie di elfi, prima di Harry Potter

Ne è splendido esempio il libro Elfin Rhymes pubblicato nel 1900, scritto da un misterioso “Norman” e illustrato con 40 disegni di Carton Moorepark. Elfin Rhymes è un oggetto raro ed eccentrico, probabilmente pubblicato in una piccola tiratura. La cura e l’attenzione per il layout e il design mostrano un’alta opinione delle capacità immaginative dei suoi piccoli lettori.
Il libro è edito al volgere di un secolo caratterizzato dal successo dei romanzi di fantasia. Successo annunciato da libri popolarissimi come la serie dedicata al Mago di Oz di Frank L. Baum e Peter Pan di J.M. Barrie.

Questi, che possiamo considerare come gli Harry Potter del loro tempo, resero milioni di giovani appassionati lettori di fiabe moderne.

Rappresentarono inoltre un deciso allontanamento dalle categorie che caratterizzavano i primi libri per bambini, stretti tra istruzione e devozione. I confini per la letteratura per bambini erano stati un tempo strettamente fissati dai libri di grammatica latina e dalle allegorie religiose in forma di romanzo.

Alla fine del XIX secolo, invece, l’influenza della fantascienza, contenuta in opere come quelle di Jules Verne, e dei racconti del soprannaturale preparò il terreno ai fumetti, alla distopia young adult, alla narrativa fantasy e a dozzine di altri generi di letteratura per bambini che ora diamo per scontati.

Ma che certo non lo erano ai giovani occhi del XIX secolo.

 

 

 

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Emiliano Santocchini – Redazione ReteINDACO

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