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H.P. Lovecraft: tra universi lontani e creature inimmaginabili

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Howard Philip Lovecraft, nato alla fine del XIX secolo, padre della fantascienza moderna e della weird fiction, genio dell’horror. Scrittore, critico, saggista, poeta. Un’anima fuori dal tempo che ha dato i natali ad un genere e che ha gettato alcune delle basi della cultura pop del nuovo millennio.

Ma questo non lo avrebbe mai saputo. Infatti i suoi racconti non ebbero il successo sperato durante la sua vita.

Non capita appieno, la sua scrittura era definita spesso straniante e i suoi lavori a volte venivano rifiutati come ad esempio il celebre Il richiamo di Cthulhu. Infatti, solo nel 1923, dopo una serie di tentativi di lanciarsi come scrittore, verrà pubblicato il suo racconto Dagon sulla rivista professionale Weird Tales. Alcuni suoi scritti, come Il caso di Charles Dexter Ward vennero pubblicati postumi, spesso perché non ritenuti all’altezza nemmeno da Lovecraft stesso.

Ha ispirato moltissimi artisti in tutto il mondo, in ogni forma d’arte, dalla letteratura alla musica. Muore a 46 anni a Providence, la sua città natale, a causa di un cancro all’intestino.

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L’opera di Lovecraft

Nonostante Lovecraft non ne fece mai alcun riferimento, alcuni critici divisero la sua opera in 3 parti:

  1. Storie Macabre (1905 – 1920 circa)
  2. Storie Oniriche (1919 – 1927 circa)
  3. Ciclo di Cthulhu (1926 – 1935 circa)

Fu profondamente influenzato, soprattutto per i primi racconti (storie macabre) da Edgar Allan Poe. Uno stile contraddistinto da atmosfere inquietanti e l’evocazione di paure profonde e latenti. Un’altra fonte di ispirazione furono le opere di Lord Dunsany, più vicino al mondo onirico. Infine il progresso scientifico ebbe un impatto fondamentale sull’opera di Lovecraft. In quegli anni infatti ebbe una forte spinta propulsiva e si espanse in moltissimi campi: dalla biologia alla fisica, dall’astronomia alla medicina. Nella visione Lovecraftiana del mondo, questo progresso contribuiva a far sentire l’uomo come un essere impotente e insignificante.

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Con l’influenza delle ambientazioni di Arthur Machen, in cui in un mondo moderno e realistico serpeggia un male antico e misterioso, Lovecraft produsse la sua opera più originale e matura: il Ciclo di Cthulhu. Miti e leggende si intrecciano a divinità aliene extra-dimensionali.

La sua scrittura non è facile da digerire. Già alla sua epoca veniva definito antiquato, a causa del suo uso frequente di parole obsolete e superate. Inoltre spesso si avvale di termini esoterici e nonostante fosse uno scrittore americano fa un largo uso dell’inglese britannico.

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Conoscenza proibita, predestinazione, pessimismo cosmico e dimensione onirica

Sono quattro i temi alla base dei racconti di Lovecraft: la conoscenza, il destino, il pessimismo cosmico e il sogno. I suoi personaggi, quasi sempre, vengono guidati, e nella maggior parte dei casi ossessionati, dalla ricerca di una conoscenza proibita. Una ricerca eroica e disperata che spesso porta alla perdita della sanità mentale da parte dei protagonisti, o ad un tragico destino. Non hanno controllo sulle proprie azioni e trovano praticamente impossibile modificare il proprio cammino. Soggiogati dall’influenza di esseri potenti, che li manovrano come marionette o che semplicemente li abbandonano nell’indifferenza più totale.

Da questa visione deriva anche la predestinazione per linea di sangue. Per lo scrittore americano, infatti, i crimini commessi dagli antenati, ricadono inesorabilmente sulle spalle dei discendenti. Una sorta di peccato originale che si tramanda per linea di sangue e che supera ogni ostacolo.

Tutto questo alimenta un forte pessimismo cosmico, che permea tutta l’opera di Lovecraft. Gli esseri umani nella sua visione, definita cosmicismo, non sono altro che pedine inerti. Pezzi insignificanti su una scacchiera che è l’universo, pronte ad essere manovrate da forze inconcepibili ed oscure. In Lovecraft non esistono i cosiddetti “Lieto fine”.

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Un altro tema ricorrente nei racconti di Lovecraft è il sogno. Spesso assume un ruolo fondamentale, divenendo parte integrante dell’espediente narrativo. Ne troviamo alcuni esempi in Dagon e ne Il richiamo di Cthulhu. Inoltre spesso gli stessi sogni dello scrittore divenivano punti di partenza per i propri racconti.

La letteratura di Lovecraft è l’embrione della fantascienza. Non è la terra o l’uomo ad essere il fulcro delle sue storie, ma sono lo spazio, altre dimensioni e creature che l’uomo a volte non può nemmeno immaginare. La paura, nella giusta dose, diventa la spinta verso l’immaginazione e il mistero avvolto nel suo fascino oscuro creano il sentiero per il lettore. Una sorta di tana del bianconiglio che lo trascina inesorabilmente verso l’ignoto più terrificante.

Immagine in copertina tratta dal sito Simposium Book

Oltre i libri citati nel post, su #ReteINDACO trovate più di 70 opere di H.P. Lovecraft.

 

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