Peggy Guggenheim, l’amore, la passione, l’arte.

Peggy Guggenheim

Peggy Guggenheim, una collezionista statunitense, una donna che ha fatto dell’arte la sua vita. Il suo lavoro ha fortemente influenzato il clima artistico italiano, in un’epoca di “guerra fredda culturale”. Negli anni di maggiore attività di Peggy come collezionista (tra gli anni trenta e cinquanta) l’arte diventa oggetto di un forte dibattito. C’era chi diceva che dovesse essere realista, a sostegno delle ideologie, e chi invece pensava all’arte libera anche nelle forme. La Guggenheim si colloca al centro di questo dualismo, rompendone la contrapposizione.

Marguerite Guggenheim, detta Maggie e poi successivamente Peggy, nasce a New York il 26 agosto del 1898. i Guggenheim, famiglia ebraica molto importante, sono originari della Svizzera. La loro fortuna industriale affonda le radici nell’estrazione dell’acciaio, del rame e dell’argento. Anche i Seligman, la famiglia materna, sono facoltosi, provenendo da una stirpe di banchieri statunitensi. Peggy definisce la propria infanzia “sgradevole”. Infatti era insofferente al clima chiuso ed esclusivo imposto dalla famiglia. Erano ricchi ebrei che frequentavano solo ricchi ebrei. Peggy vedeva sempre le stesse persone e gli stessi ambienti e lo trovava terribilmente noioso.

Prima di raggiungere i vent’anni riesce ad uscire da questa gabbia dorata. Compie un lungo viaggio, e tornata a New York, comincia a lavorare in una libreria, la Sunswise Turn. In questo periodo frequenta importanti circoli e salotti. Conosce così il mondo dell’avanguardia. Qui l’incontro con molti intellettuali dell’epoca tra cui Laurence Vail, un pittore squattrinato del movimento dadaista.

 

1921 Peggy si reca in Europa

Si sposa a Parigi nel 1922 con Laurence Vail, padre dei suoi due figli Sindbad e Pegeen. Grazie alle conoscenze del marito frequenta i salotti bohemiens, dove entra in contatto con diversi artisti dell’avanguardia europea tra cui Marcel Duchamp, Constantin Brancusi e Man Ray, per cui fa da modella. Duchamp in particolare, fu fondamentale per la formazione artistica di Peggy.

 

Peggy GuggenheimPeggy Guggenheim posa per Man Ray, indossando un abito dorato, disegnato da Poiret e un copricapo di Vera Stravinskij, Parigi, 1924

 

Nel 1938  a Londra inaugura, con Jean Cocteau, la galleria Guggenheim Jeune. La prima di una serie di esposizioni che la definiranno come una delle più forti sostenitrici dell’avanguardia europea. L’arte del dopoguerra verrà significativamente segnata dalle scelte di Peggy Guggenheim. Nell’esposizione di Londra troviamo: Yves Tanguy, Vasilij Kandinskij, Jean Arp, Henry Moore, Antoine Pevsner, Alexander Calder, Henri Laurens, Pablo Picasso, Raymond Duchamp-Villon, Georges Braque, Max Ernst e Kurt Schwitters. L’avvicinamento di Peggy all’arte contemporanea viene fortemente guidato dagli amici Samuel Beckett e Marcel Duchamp. Le presentano artisti e le insegnano ad amare l’arte contemporanea perché “cosa vivente”.

 

Peggy Guggenheim ha un desiderio

Vuole costruire un suo museo personale. Il suo primo tentativo è del 1939: decide di trasformare la sua collezione di Londra in un museo vero e proprio.

Durante la guerra era facile acquistare quadri e opere d’arte. Tutti fuggivano e vendevano le proprie opere. Cercavano di sbarazzarsene il più in fretta possibile, in vari modi. Peggy afferma di aver passato in questo contesto un periodo “estremamente dinamico”. Si era imposta di non comprare più di un quadro al giorno, poiché la richiesta era tanta. Lei stessa in un’intervista racconta che spesso la mattina presto la svegliavano per venderle qualche opera ed in alcune occasioni si era trovata il venditore ai piedi del letto.

Purtroppo però a causa della guerra dovette rinunciare al progetto del museo personale. Torna a Parigi con la sua collezione. Più interessata a salvare i suoi quadri che se stessa lascia la Francia solo due giorni prima dell’occupazione nazista.

Peggy Guggenheim riesce così a fuggire dall’Europa accompagnata da alcuni artisti europei. Tra questi Max Ernst, pittore surrealista, con cui si sposa nel 1941.  In un certo senso Peggy trasportò una colonia artistica europea in America facendo conoscere al nuovo continente l’arte del ‘900.


Peggy Guggenheim
Peggy Guggenheim ed il gruppo degli artisti surrealisti in esilio, New York, 1942

The Art of This Century Gallery

Nel 1942  inaugura la sua The Art of This Century Gallery. Una galleria/museo creata dall’architetto Frederick Kiesler. Con i suoi spazi espositivi innovativi diviene ben presto una delle sedi espositive più stimolanti di New York. Qui vengono esposte le collezioni di arte Astratta, Cubista e Surrealista di Peggy. Organizza mostre temporanee di numerosi artisti americani allora sconosciuti e dei maggiori artisti europei. Jackson Pollock era l’attrazione principale della galleria. Dal 1943 Peggy ne vende le opere e lo promuove attivamente. La galleria Art of This Century  diviene fondamentale per Pollock e gli altri artisti che fanno parte dei pionieri dell’Espressionismo Astratto americano. Praticamente questa avanguardia artistica nasce nella galleria di Peggy. Molte delle fonti (tra cui il Surrealismo e il Cubismo) a cui attingono gli artisti di questa corrente, le hanno conosciute in galleria. Ancora più importante è l’incoraggiamento che Peggy dà agli esponenti della nascente avanguardia newyorkese.

 

Ritorno in Europa

Finita la guerra Peggy torna in Europa. Espone la sua collezione per la prima volta a Venezia, alla Biennale d’Arte (XIX edizione), nel padiglione greco. Questo presenta l’esposizione più completa, originale e moderna. Qualcosa che fino a quel momento non si era mai visto in Italia.

Peggy Guggenheim ama profondamente Venezia. Si trasferisce nella città lagunare nel 1949, dopo tre anni di ricerca di uno spazio adatto alle sue esigenze: deve esserci posto per i quadri e un bel giardino per i suoi numerosi cani. Acquista Palazzo Venier dei Leoni. Si trasferisce con la sua collezione che apre al pubblico come Collezione Peggy Guggenheim. Trascorre i suoi ultimi trent’anni a Venezia, in cui continua a collezionare e sostenere artisti. Un’attività che ha caratterizzato gran parte della sua esistenza e che ha influenzato l’arte del periodo.

Peggy GuggenheimPeggy Guggenheim nella biblioteca di Palazzo Venier dei Leoni, seduta sotto una finestra, indossa un mantello bordato di nero, Venezia, anni 60

 

Nel 1979 dona dona alla Fondazione Solomon Guggenheim la sua intera collezione e Palazzo Venier dei Leoni. Peggy muore il 23 dicembre dello stesso anno, all’età di 81 anni. Le sue ceneri sono collocate a Palazzo Venier, in quello stesso angolo di giardino in cui era solita seppellire i suoi cani.

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia rimane uno dei più importanti musei italiani sull’arte contemporanea europea ed americana.

 

Peggy GuggenheimL’autobiografia di Peggy Guggenheim la trovate su BublioTu

 

 

Su BiblioVEA potete trovare la Peggy Guggenheim Collection

Post a cura di Giulia Chiara Staffa – Redazione ReteINDACO