Il 15 ottobre 1923 nasceva Italo Calvino


In occasione dell’anniversario della nascita di Italo Calvino, ne ripercorriamo brevemente la vita e le opere principali.

 

Eva Mameli, insegnante di botanica all’Università di Cagliari, è la prima donna a conseguire la libera docenza universitaria; Mario Calvino è un agronomo, laureatosi sul finire dell’Ottocento, e il suo lavoro lo porta a trasferirsi a Cuba.
È il 1920. Dopo pochi anni Eva raggiunge il marito e mette al mondo il loro primo figlio: Italo Calvino nasce a Santiago de Las Vegas, Cuba, il 15 ottobre 1923. Il suo nome è un omaggio all’amata patria lontana.

Dell’isola caraibica però Italo non avrà ricordi: a soli due anni si trasferisce con la famiglia a Sanremo, città di origine del padre, nella quale trascorrerà gran parte della gioventù.

 

Il periodo sanremese

Nato da genitori scienziati, liberi pensatori, laici e agnostici, una formazione ampia e anticonformista era già nel destino di Italo Calvino. Sin da giovanissimo si accosta alla lettura di opere letterarie, si interessa di scienza, si appassiona al cinema e al teatro e inizia a scrivere di vari argomenti. Negli anni ’40 si avvicina agli ambienti comunisti e prende parte attivamente a diverse battaglie partigiane col nome di “Santiago”, omaggio a parti invertite al paesino cubano di nascita.

I suoi primi romanzi, Il sentiero dei nidi di ragno (1947) e Ultimo viene il corvo (1949) risentono molto dell’esperienza partigiana: il loro stile è neorealistico, assai diverso da quello adottato successivamente dall’autore.

 

 Italo Calvino

                       Italo Calvino

 

Il periodo torinese

Trasferitosi a Torino, Calvino inizia la sua collaborazione con l’editore Einaudi. Qui conosce molte personalità di spicco dell’ambiente intellettuale italiano di quegli anni e vive una fase di forte creatività artistica. Risale a questo periodo la sua fraterna amicizia con Cesare Pavese, suo “primo lettore”, come egli stesso dichiara:

Era lui il primo a leggere tutto quello che scrivevo. Finivo un racconto e correvo da lui a farglielo leggere. Quando morì mi pareva che non sarei più stato buono a scrivere, senza il punto di riferimento di quel lettore ideale”.

Sono anche gli anni in cui Calvino si accosta alla narrazione allegorico-simbolica, ricorrendo spesso all’invenzione fantastica per veicolare con tono apparentemente “leggero” e disimpegnato messaggi di alto contenuto morale e per suggerire numerosi spunti di riflessione sulla realtà socio-politica dell’epoca. Nel 1951 pubblica Il visconte dimezzato, primo romanzo della trilogia intitolata I nostri antenati. Nel 1957 esce Il barone rampante; il ciclo si conclude poi nel 1959 con Il cavaliere inesistente.

 

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Il periodo parigino

E’ il 1962 quando Italo consoce Esther Judith Singer, detta “Chichita”, che sposa due anni dopo e dalla quale nel 1965 avrà la sua unica figlia Giovanna. In quello stesso anno pubblica Le Cosmicomiche. Dopo poco la famiglia Calvino si trasferisce a Parigi dove Italo conduce una vita appartata. Pubblica molte altre opere, tra le quali non possiamo non ricordare Ti con zero, vincitore del Premio Viareggio nel 1968, Le città invisibili (1972), Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979) e Palomar (1983).

Il 19 settembre 1985 muore a causa di un ictus, poco prima di compiere 62 anni. Escono postume le Lezioni americane e Sotto il sole giaguaro.

A 94 anni dalla sua nascita, vogliamo ricordare Italo Calvino con un bellissimo estratto dal suo romanzo Le città invisibili:

« L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Italo Calvino

Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »

 

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Post a cura di Diletta Capuano – Redazione ReteINDACO