Vendemmia: profumi e sensazioni.

Vendemmia

Avete mai sentito l’odore del mosto?

L’odore che si sprigiona dall’uva appena raccolta lasciata al sole.
Parlo di quel profumo coinvolgente dell’uva ancora prima di diventare “prodotto finito”. Di quello ne parla bene Luigi Moio nel suo Il respiro del vino.

Disponibile nella Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro

Settembre, ritorno delle vacanze, ma anche tempo di vendemmia.
Da nord a sud, tutti i paesi e paesini sono in fermento. La campagna si anima di voci e le strade di piccoli motocarri carichi di uva tutti diretti verso le cantine.
E’ il momento in cui l’aria sa di mosto.

Primo giorno di scuola o tempo di esami.

La vendemmia è il momento cruciale, di grande tensione. C’è sempre l’ansia che non sia il momento giusto per la raccolta: c’è bisogno ancora di sole, oppure di pioggia.
La vendemmia è soprattutto attesa. Ma anche momento ricco di incanto e insieme di duro lavoro.
Dietro la raccolta non c’è soltanto la fatica per rendere perfetta la vendemmia. C’è la condivisione dei sentimenti, speranze per il lavoro che si porta avanti insieme. Come da tradizione di famiglia.
In un passato non troppo lontano, la fatica di raccogliere i grappoli d’uva era alleviata dai canti e dai balli. Perché la vendemmia era anche un momento di festa.


Disponibile su BIEN!

 


Disponibile su BiblioFe

Le tecniche sono cambiate ma non la festa che accompagna quel momento.
E poi rimangono i vigneti dai colori dorati dell’autunno: colori brillanti e calde tonalità. L’impercettibile fruscio delle foglie che iniziano a cadere a terra ormai senza vita.

Immagine di Rosanna Maggio

La vendemmia è nell’anima di chi la fa e di chi l’assapora.
Cin Cin!

Post a cura di Rosanna Maggio – Redazione ReteINDACO