Mary Poppins e le altre, bambinaie molto speciali

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Istitutrici e bambinaie, la strada dell’indipendenza

Senza arrivare a volare come Mary Poppins, il mestiere di bambinaia o istitutrice, soprattutto in ambito anglosassone, ha storicamente permesso alle donne una certa autonomia. Una “carriera” diversa rispetto al matrimonio, ma una scelta non facile e irta di ostacoli.

In letteratura il topos dell’istitutrice, eroina vittoriana, è stato ben elaborato da due delle sorelle Brontë, Charlotte e Anne. Entrambe affrontano il tema, gettando il seme della riflessione su cosa significhi cercare dignità e autonomia per una donna. Vedi la Jane Eyre di Charlotte e la forse meno famosa Agnes Gray di Anne.

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Charlotte Brontë ci presenta il carattere eroico e indomito di Jane Eyre. Jane racconta in prima persona la sua vita. Prima bambina e poi donna, ostacolata da mille difficoltà, attraverso lo studio e la forza di volontà, potrà godere di una certa indipendenza. Farà la maestra nella scuola per orfane che l’ha vista crescere, poi l’istitutrice.

La storia è comunque romantica e richiede, dopo tante avversità e ingiustizie, un matrimonio finale.

Ma la visione del mondo della giovane Jane è quella di uno spirito indipendente ed originale.

La storia di Agnes percorre un itinerario simile, insistendo sulla dignità che può dare ad una donna il sostenersi con il proprio lavoro. Agnes, giovane istitutrice, più o meno maltrattata e sofferente conduce una vita assai dura. Ma può scegliere di non sposarsi, se non può farlo per amore e su un piano di parità, e lavorare per sostentarsi, fondando una scuola

La contrapposizione è con la bella e sventata Miss Murray, ragazza di buona famiglia che Agnes aveva invano cercato di educare come sua istitutrice. La giovane Murray rinuncia all’amore in favore della civetteria. Inoltre si sottopone ad un matrimonio combinato, che vede inizialmente come l’ideale di una sistemazione prestigiosa, ma che si rivelerà una sorta di prigione.

Ahimè l’amore alla fine arriva anche per Agnes e la porta via alla sua vita indipendente.

Anche Jo di Piccole donne, la più indipendente delle sorelle March, cercherà nell’insegnamento la propria autonomia. Sarà istitutrice presso una famiglia newyorkese e fonderà poi una scuola. In questo caso sarà lei a portare con sé lo squattrinato professore che ama.

Mary Poppins

Immagine tratta dal film Piccole donne del 1994

Attingendo alla storia di Jane Eyre Bianca Pitzorno ci propone La bambinaia Francese.

Una prospettiva diversa sulla vicenda dell’istitutrice. Un’operazione simile a quella che Alicia Giménez-Bartlett propone con Una stanza tutta per gli altri. Qui ci viene mostrato il punto di vista di una ipotetica cameriera di Virginia Woolf. Facendoci fare un bel salto mortale rispetto alla prospettiva già rivoluzionaria del saggio Una stanza tutta per sé della Woolf.

Anche Mary Poppins, personaggio in apparenza leggero e legato all’infanzia, a ben guardare rappresenta un modello femminile inconsueto.

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L’autrice Pamela Lyndon Travers, di origine australiana, inventa il personaggio di una donna originale ed indipendente.  Il suo stile di vita e quel che insegna ai bambini di cui è istitutrice non è mai banale.

Mary Poppins porta i bambini per le strade di Londra, a conoscere personaggi insoliti ma pieni di fascino.

Nel romanzo, come nel famosissimo film musicale, se pure in modo marginale, appare il tema del suffragio femminile in Inghilterra.
La signora Winifred Banks, madre dei bambini affidati a Mary, è una attiva suffragetta.
Il personaggio di Winifred è visto con una certa ironia e i giovani lettori forse non sospetteranno cosa effettivamente abbia potuto significare essere una suffragetta.

Quando saranno un pochino cresciuti potranno farsene un’idea attraverso il bel film del 2015 di Sarah Gavron, Suffragette, appunto. Il film è in parte ispirato all’autobiografia di Emmeline Pankhurst dal titolo My Own Story .

La stessa Travers è diventata la protagonista di un divertente film (Saving Mr. Banks, 2013). Vi si narra della lunga ed estenuante trattativa fra lei e Walt Disney per la concessione dei diritti cinematografici su Mary Poppins .

Merita un cenno la figura di Vivian Maier (19262009). Una istitutrice la cui storia vera è talmente curiosa da sembrare inventata. Piuttosto eccentrica, alcuni dei bambini di cui si occupò la paragonano a Mary Poppins. Deve la sua fama, purtroppo postuma, al suo incredibile talento di fotografa. Passione di tutta la sua vita a cui poté dedicarsi grazie all’indipendenza economica, e non solo, datale dal suo lavoro di bambinaia.

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Post a cura di Elena Gardella – Redazione ReteINDACO