Final Fantasy IX: un videogame tra il Giappone tecnologico di Playstation e la Spagna barocca del “Siglo de oro”

Final Fantasy

Questa storia  racconta di una particolare biblioteca digitale “di fatto”, partita da un videogioco. Cambiano i modi di leggere, scrivere, interagire, apprendere  e  collegare  le nostre conoscenze digitali e analogiche, sviluppandone di nuove. E così che  nasce  una “pico-biblioteca digitale”, neologismo  che ho chiamato a rappresentarne la limitatissima eppure compiuta entità.

Tutto inizia, per caso, svolgendo una normale ricerca bibliografica sul videogioco chiamato Final Fantasy. Si tratta di un prodotto editoriale  che in quasi 30 anni di storia ha avuto un immenso successo.  Ne sono stati pubblicati 15 capitoli, per  oltre cento milioni di copie vendute tra il 1987 e il 2016.

Creatore di Final Fantasy è il giapponese Hironobu Sakaguchi.

Egli ha detto di se: « Non penso di essere bravo a creare giochi d’azione. Preferisco narrare storie”.

Il videogame Final Fantasy IX,  è il documento elettronico  centrale della nostra  pico-biblioteca digitale. Si tratta di una storia fantasy in piena regola, un gioco avventuroso  di ruolo e di ruoli. E’ un racconto in divenire sospeso in un futuro spaziale  dove le astronavi assomigliano a  galeoni spagnoli.

Un’idea forse non estranea al remake dei “Tre moschettieri” che Paul W.S. Anderson girò nel 2011. Il  film,  venne  interpretato tra gli altri da Orlando Bloom  ( Duca di Buckingham) e Milla Jovovich (Milady).  Il regista si prese delle divertenti “licenze spettacolari” rispetto al testo del romanzo, che forse  sarebbero piaciute ad Alexandre Dumas. Per esempio i combattimenti e le scene ambientate su giganteschi vascelli sorretti da mongolfiere.

Naturalmente duelli e scontri non mancano neanche in Final Fantasy ; e nemmeno i sentimenti. Ma parliamo della colonna sonora, elemento fondamentale di questo come di altri videogiochi.

Autore delle musiche di Final Fantasy IX,  è un  eclettico compositore, anch’egli nipponico,  di  nome Nobuo Uematsu.

Con grande artigianalità Uematsu  è riuscito a mettere insieme generi musicali di epoche diverse. Ma è uno quello che mi ha interessato soprattutto.  Parlo delle “folias” tema musicale tra i più antichi della musica europea. Ebbene uno dei brani più noti agli appassionati di Final Fantasy,  reca  il pittoresco titolo di Vamò alla flamenco.

Final Fantasy

Risorsa disponibile, ad esempio, in BiblioSar

Ascoltandola attentamente però, l’ambientazione flamenca   si rivela  la copertura di una musica composta secoli prima.  Il brano infatti  è un arrangiamento delle  Diferencias sobre las folias del musicista spagnolo  Antonio Martin y Coll.  Il compositore visse  prevalentemente a Madrid tra  XVII° e XVIII° secolo ma è concittadino di  Antoni Gaudì.

 

Final FantasyRisorsa disponibile, ad esempio,  in BiblioBrindisi

Come il grande architetto, Martin y Coll nacque  nella  bellissima  città catalana di Reus, celebrazione del modernismo. Per finire sono andato a cercare tutto quello che potevo trovare su di lui e sulla sua opera. Così,  sono arrivato al  catalogo di una biblioteca  dell’Università Complutense di Madrid, dove ho trovato risultati soddisfacenti.

Per riassumere: abbiamo un videogioco, una registrazione sonora musicale e la  nutrita bibliografia di un OPAC. Possiamo aggiungere gli effetti speciali di un film  e il libro a cui si è ispirato. Ecco assemblata una pico-biblioteca digitale “di fatto”. E potrei aggiungerci anche altri media, formali e informali legati all’esperienza personale.

Ma fermiamoci qui.  Come dice Anna Maria Tammaro, biblioteca digitale  è qualcosa  che va oltre. E’ una realtà  che  non si identifica solo in una raccolta più o meno vasta di oggetti digitali. Una raccolta che non  sta necessariamente  in un posto geograficamente delimitato ma può essere  dovunque. Talvolta, per contenerla,  basta la nostra mente.

 

 

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Post a cura di Gianfranco Maiozzi – Polo Bibliotecario MISE – Redazione ReteINDACO