Andrea Vitali a ScrittuRa Festival 2017


Andrea Vitali, presenta il suo ultimo romanzo A cantare fu il cane,  in chiusura dell’edizione 2017 di ScrittuRa Festival.

 

 

Un incontro molto atteso perché i suoi lettori, oltre alla sua delicata e ironica scrittura, amano la sua semplicità e il suo evidente piacere nel parlare con le persone.

Andrea Vitali è medico in un piccolo paese sul lago di Como, Bellano, dove è nato e cresciuto. A Bellano sono ambientati anche gran parte dei suoi romanzi. Ha iniziato a pubblicare già nel 1990 e a scrivere da molto prima. Racconta che al momento della prima pubblicazione aveva già pronti altri 15 libri. Uno degli autori italiani più prolifici, ha interrotto la sua professione per dedicarsi completamente alla scrittura solo nel 2014.

Numerosi i premi vinti:

  • 2004 il Premio Dessì, sezione narrativa, per il romanzo La signorina Tecla Manzi;
  • 2006 il Premio Bancarella per La figlia del Podestà (anche finalista al Premio Stresa)
  • 2008 il Premio Boccaccio per tutte le suo opere e in particolare per La modista. 
  • Premio Hemingway (Lignano Sabbiadoro) 2008 per La modista
  • 2009 il Premio letterario La Tore Isola d’Elba per Almeno il cappello (finalista sia allo Strega che al Campiello 2009) .

A ScrittuRa Festival racconta di preferire l’ambientazione in piccoli paesi, perché è quella in cui vive quotidianamente. Ma anche di spostarsi in epoche passate perché gli consentono una maggiore libertà nell’immaginazione e nell’invenzione narrativa. In particolare ama gli anni ‘60-‘70 che ha vissuto e che ricorda molto più vivaci del presente. Gli anni ’30, durante il primo fascismo, popolati da buffe macchiette in un fondale da filodrammatica che ricordano l’avanspettacolo.

Andrea Vitali

A chi gli chiede come trovi dei nomi così pittoreschi per i suoi personaggi confessa di attingere al corposo elenco di nomi di santi e soprattutto di beati del calendario di Frate Indovino. Li sperimenta e combina tra loro finché non trova un nome che possa essere da specchio della personalità di un personaggio.

Così la moglie del ragionier Onorato Geminazzi in Almeno il cappello, madre di ben cinque figli e in attesa del sesto, non poteva chiamarsi Giovanna, o Maria, ma solo Estenuata.

 

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Post a cura di Francesca Romiti della Redazione ReteINDACO