Amos Oz torna a stupire con “Tocca l’acqua, tocca il vento”


Il mondo di Amos Oz

Per i lettori di Amos Oz le ambientazioni di questo nuovo romanzo non sono una novità: la natura, la storia, il kibbutz. Oz torna dopo un grande successo editoriale come “Giuda”. Quest’ultimo è stato stabile nelle classifiche di vendita per mesi e amato dalla critica. Un titolo accattivante, spirituale, in perfetta assonanza con la creatività dello scrittore israeliano.

“Solo rinnegando si può migliorare”: queste le parole di Oz spese a descrizione di “Giuda”. Il tradimento del consueto non sembrerebbe essergli consono, vista la scrittura a cui ci ha abituati. Una narrazione continua, mai spezzata da forti contrasti, pacata e densa di immagini. Storie rituali, che vivono di un tempo in cui il lettore viene immerso, una boccata d’aria fresca nelle frenesia quotidiana. Fuori dalla confusione della città, dentro la tradizione del kibbutz, assediato dalla storia e dagli sviluppi umani. La negazione a cui fa riferimento Amos Oz però è ideale, è uno strappo allo status quo, ha molto a che vedere con la Storia e i suoi attori.

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Giuda – Amos Oz

“Altrove, forse”

Dopo “Giuda”, in Italia esce “Altrove, forse”, opera prima di Amos Oz mai pubblicata in Italia. Scritto all’età di ventiquattro anni, racconta la storia del kibbutz Metzudat Ram, al confine con la Siria. Il tema del confine rimane centrale per tutta la narrazione, divenendo elemento portante del romanzo. Sicuramente incuriosisce confrontare la scrittura giovanile di Oz con quella matura, sedimentata, corposa di oggi. Rimane sempre presente negli anni quella voglia di raccontare una storia con significati latenti, di sfondo al racconto. Confini, frontiere, limiti dei quali avere timore, da voler superare, che frenano l’azione o la stimolano. Va letto, con attenzione, seguendo le storie delle famiglie, in un intreccio consueto di vicende e storie personali.

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Altrove, forse – Amos Oz

“Tocca l’acqua, tocca il vento”

Il nuovo romanzo, uscito nel marzo 2017, parla di un amore interrotto dalla Seconda guerra mondiale, della fuga nel kibbutz, della politica e della violenza che entrano nella quotidianità, rompendo legami. L’ambientazione prende piede in Polonia, nel 1939, intreccia le storia dell’Unione Sovietica con quelle d’Israele e della Grecia, paesi d’approdo del protagonista in fuga, Elisha Pomerantz. L’amore tra Elisha e la moglie Stefa è lo sfondo sul quale raccontare la sofferenza vissuta da tanti ebrei nella fuga dallo sterminio

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Tocca l’acqua, tocca il vento – Amos Oz

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Anche questo romanzo esce in Italia solo ora, ma vede la sua prima pubblicazione nel 1973. Un’opera che unisce storia, amore, filosofia e che vede il tempo essere attore primario. Non a caso il protagonista è un orologiaio, mestiere che non lascerà neanche nel kibbutz. Il rapporto tra il tempo, il corpo e la fuga segnano tutta la narrazione.

Se volete scoprire di più e immergervi nelle storie di Amos Oz non dovete che ricercarlo su ReteIndaco e recarvi in biblioteca!

 

Post a cura di Flavio Conia – Redazione ReteINDACO