Sei gradi di separazione ovvero un viaggio fra i libri dalla nave del nostro letto


Sei gradi di separazione ovvero un viaggio fra i libri dalla nave del nostro letto.

Sei gradi di separazione

Nella sua raccolta di poesie “Il mio letto è una nave”  Robert Louis Stevenson innesta il fiore di mirabolanti avventure nel tessuto di piccole suggestioni domestiche.

Fra il sonno e la veglia i bambini che ascoltando una fiaba letta da un adulto viaggiano con l’immaginazione. Trasformano una macchia sul muro in un paesaggio fantastico. Il letto si trasforma in una nave lanciata verso l’avventura.

Partiamo anche noi dalla nave del nostro letto. Dal cassero di prua del nostro comodino. Partiamo per un viaggio nella lettura che da Lammermoor, inanellando una ghirlanda, attraverso l’ormai noto gioco-esperimento dei sei gradi di separazione, ci porta a Kiruna. Navighiamo per connessioni allegramente arbitrarie, se pur motivate, e con la facilità degli oggetti virtuali, le risorse digitali, che concentrano il peso delle pagine in un esile strumento, che forse Tolkien avrebbe considerato un dono degli elfi.

Il primo dei sei gradi di separazione: Walter Scott, La promessa sposa di Lammermoor

La storia è tragica e pone il dilemma noto fra l’amore e i dissidi fra famiglie, fra la purezza delle passioni e gli intrighi manipolatori. Contrasti che portano alla fine la giovane protagonista, forzata ad un matrimonio non voluto, alla follia e alla violenza. Da questo racconto di Scott nasce anche il libretto di Salvatore Cammarano per la Lucia di Lammermoor di Donizzetti.

Sei gradi di separazione

Secondo grado: che cosa lega Lucy Ashton di Lammermoor ad Ipazia?

Sei gradi di separazione(Silvia Ronchey, Ipazia. La vera storia), Un filo, forse tenue, lega le due eroine. L’essere donne, il voler scegliere il proprio destino, essere vittime della grettezza. Ma mentre Lucy è un personaggio avvolto nella leggenda, Ipazia è un personaggio storico. E’ vissuta ad Alessandria d’Egitto, nell’allora Impero Romano, nella seconda metà del IV secolo. La sua biografia di matematica, di astronoma, di filosofa, di influente politica, di maestra di pensiero, merita l’approfondimento.

 

 

Terzo grado: matematica, fisica, filosofia… Einstein!

La sua teoria ci ha proiettati verso un mondo nuovo, per certi versi più complesso, più ricco, ma anche più semplice. Dove la semplicità consiste nell’armonizzare ambiti che sembravano distinti. Egisto Roggero nel 1921 (quindi non molto dopo l’enunciazione della teoria della relatività generale) pubblica: Per intendere le teorie di Einstein. La relatività. È un piccolo e bel testo divulgativo (55 pagine) che cerca di rendere accessibili i concetti “dell’Einstein” ad un pubblico di non matematici. “Le concezioni dell’Einstein, che oggi vivamente interessano tutte le menti colte, meritano che si dedichi ad esse un poco del nostro studio e della nostra buona volontà.”

Sei gradi di separazione

 

 

Quarto grado. Una delle immagini che tutti hanno in mente di Einstein è quella con la linguaccia.

Un antiSei gradi di separazioneconformista ironico. Con un tocco di ingenuità. Che forse anche per questo suo carattere ha allargato gli orizzonti della conoscenza verso un altro modo di vedere i fenomeni. Una visione che ci può sembrare paradossale e che ci può destabilizzare. Destabilizzarci con l’ironia, con una visione del mondo che passa dal paradosso. Forse questo quarto salto dei sei gradi di separazione è un po’ spericolato, per approdare a Candid e al suo “migliore dei mondi possibili” (Voltaire, Candido, o L’ottimismo: racconto satirico). Al povero Candido, di nome e di fatto, ne succedono di tutti colori senza scalfire il suo ingenuo ottimismo. Sorridiamo di lui e un po’ meno di noi.

Quinto grado. Dal migliore dei mondi possibili al peggiore

Una visione distopica ma tragicamente vicina alla realtà. Bruno Arpaia giornalista e scrittore nel suo QualcSei gradi di separazioneosa, là fuori, con la semplice e geniale idea di spostare di qualche parallelo la frontiera dell’emigrazione (a causa dei catastrofici cambiamenti climatici e politici) ci costringe ad immaginare su di noi, e non su qualche “altro” lontano dal nostro mondo, la tragedia della perdita di tutto. Della dignità, delle persone care, di qualunque cosa che faccia di qualcuno un uomo, nel tentativo di raggiungere un luogo di vita migliore dove però nessuno ci vuole.

Sesto grado: Il protagonista di Qualcosa, là fuori cerca di raggiungere la Svezia

ed è proprio in questo paese che termina il nostro viaggio, in particolare a Kiruna, la città più settentrionale della Svezia. Qui l’avvocato Rebeka Martinsson svolge la sua prima indagine (Åsa Larsson, Tempesta solare). Sono luoghi in cui l’autrice stessa, anche lei avvocato come il suo alter ego romanzesco, ha trascorso l’infanzia. Un giallo nordico per chi ama i luoghi estremi e le aurore boreali.

 

Sei gradi di separazione

 

Siamo alla conclusione di questo gioco, che può essere ripetuto all’infinito.

Per altri viaggi virtuali, con altri testi e altri percorsi.

Gettiamo la rete, seguiamone i nodi…

 

 

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post a cura di Elena Gardella – Redazione ReteINDACO