Il Treno di Pio IX: un viaggio nel passato


Il Treno di Pio IX svela la sua bellezza dopo tanti anni …

Nella splendida cornice della Roma industriale la cultura conquista nuovi spazi. Il Museo Centrale Montemartini, gioiello che unisce classicità ad archeologia industriale, si arricchisce di una nuova sala. Il candore delle statue romane, il nero corvino dei macchinari fanno da cornice ad un nuovo “pezzo da museo”. Il primo impianto pubblico di energia elettrica a Roma offre ai visitatori uno spunto in più per conoscere la Roma novecentesca. Da pochi mesi è stata inaugurata una sala dedicata al Treno di Pio IX.

Ad inaugurarlo fu il Pontefice il 3 luglio 1859: dalla stazione di Porta Maggiore raggiunse la stazione di Cecchina. La stazione Termini, dopo il 1870, divenne la nuova casa dei tre vagoni papali. Nei primi anni del ‘900 furono esposti in mostra a Castel Sant’Angelo, dove rimasero sino al 1930. Successivamente esposto al Museo di Roma, arrivò alla sua penultima stazione nel 1951: Palazzo Braschi a Piazza Navona. Per raggiungere la destinazione attraversò Roma in modo spettacolare come racconta “La settimana Incom” 00630 del 08/08/1951.

Il video è tratto dalla collezione-video CinecittàLuce  di ReteINDACO

Il Treno di Pio IX ed il quartiere Ostiense

Nel suo ultimo viaggio il Treno di Pio IX è arrivato nel quartiere Ostiense, trovando posto nella Sala Caldaie n. 2 della ex Centrale. La balconata, loggia per le benedizioni papali, costituisce il primo vagone. Sala del trono con appartamento del Pontefice annesso e una Cappella per le messe costituivano secondo e terzo vagone. Un osservatorio privilegiato quello della Montemartini, visto anche il quartiere in cui è ubicata. Alle spalle del Museo, vicino al Gazometro, c’è il Ponte dell’Industria che, nel 1963, venne inaugurato proprio da Pio IX. Inoltre a pochi passi troviamo il Polo Museale Atac, giardino ospitante vetture storiche dell’azienda di trasporti provenienti dal secolo scorso.

Questo gioiello del trasporto si somma al bellissimo patrimonio di archeologia industriale rappresentato dalla struttura stessa del Museo. Basta guardarsi intorno per poter scorgere i bellissimi Gazometri, a pochi passi dalla Basilica di San Paolo e dalla Piramide Cestia. Quindi, per chi non ci fosse mai stato, non ci sono più scuse. Tutti in carrozza, si parte per la Roma di inizio Novecento!

 

 

 

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Post a cura di Flavio Conia – Redazione ReteINDACO