Colouring books dalle biblioteche


Colouring books dalle biblioteche ovvero come rilassarsi colorando splendide immagini tratte dai libri antichi.

La funzione principale dei colouring book è anti-stress. L’idea di fondo è che colorare permette di svuotare la mente, allentare la tensione, quasi una auto-meditazione.

Il fenomeno dei colouring books è diventata una delle mode editoriali del 2015 soprattutto nel mondo anglosassone e in Francia.

Amazon UK propone in vendita una scatola di colori insieme al libro da colorare.  “The Mindfulness Colouring Book è fra i top 100 libri più venduti del 2015.

 

Biblioteche e colouring books in ReteINDACO

Bodlein Libraries – Oxford University

Iniziamo con il presentarvi, fra le novità di ReteINDACO, il Colouring book realizzato dalle Bodleian Libraries dell’Università di Oxford. Contiene illustrazioni (tutte da colorare) tratte dal Progetto di digitalizzazione della Fondazione Polonsky e dalla John Johnson Collection.

 

Biblioteca Comunale di Trento

Sempre tra le novità di ReteINDACO vi proponiamo il Colouring book realizzato dalla Biblioteca Comunale di Trento. Si ispira, appunto, a quanto già realizzato da Bodleian Libraries del’Università di Oxford.

Animali fantastici, paesaggi di secoli lontani, città con mura e torri medievali, cattedrali, soggetti naturalistici. Tutti rigorosamente in bianco e nero sono pronti per essere colorati secondo la fantasia e la creatività di ciascuno.

Le singole immagini che ne fanno parte sono tratte dalle raccolte storiche della biblioteca.

 

Scrive Eusebia Parrotto [*] a tal proposito: «Vogliamo in questo modo rendere disponibile al pubblico più ampio, con modalità informali e anche giocose, ciò che è nascosto nelle raccolte più preziose della biblioteca, per farle uscire dallo stretto ambito di studio e di ricerca e offrirle alla comunità anche per un uso creativo.

Oltre che su ISSUU, piattaforma dedicata alle pubblicazioni digitali, le immagini infatti sono anche disponibili su Wikimedia Commons, grande archivio di immagini digitali con licenza che ne permette il libero riuso: la principale fonte di immagini che corredano le voci di Wikipedia in tutto il mondo.

Vuole essere anche un invito a non temere di “liberare” i testi in pubblico dominio che la biblioteca conserva: questi, e le loro digitalizzazioni, resteranno integri e correranno solo due rischi che vale la pena di correre: una maggiore diffusione di questi documenti e la possibilità di vedere nascere nuove opere di ingegno e creatività a partire da quelle liberate.

Il progetto fa parte di un percorso che la biblioteca ha da tempo intrapreso e che, accanto alla digitalizzazione delle opere antiche e storiche, prevede anche la possibilità di loro libero riuso, nella convinzione che le biblioteche debbano lavorare per la massima diffusione della conoscenza, rimuovendo ogni ostacolo fra i documenti che conservano e il pubblico che desidera fruirne».

 

[*] Capoufficio servizi al pubblico e organizzazione tecnica della Biblioteca Comunale di Trento

Le immagini riportate sono estratte dai due colouring books.

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Post a cura di Emiliano Santocchini – Redazione ReteINDACO