Effetto Strega, notorietà internazionale


Successo di traduzioni e notorietà internazionale sono fra le principali conseguenze della vittoria del Premio Strega.

Effetto Strega, notorietà internazionale

Riconoscimento letterario più ambito e prestigioso del nostro paese, il premio Strega ha anche un grosso impatto commerciale.

Esso garantisce, infatti, ottimi risultati di vendita per il titolo premiato: non di rado si registrano aumenti fino anche al 400-500%.

Il successo è testimoniato inoltre dalla permanenza nelle classifiche dei libri più acquistati (in media per 23 settimane)[1].

Tra i casi più eclatanti degli ultimi anni, Margaret Mazzantini e Paolo Giordano (vincitori rispettivamente nel 2002 e nel 2008).

Effetto Strega, notorietà internazionale

Non ti muovere raggiunge le 400.000 copie vendute già in settembre (rispetto alle 30.000 registrate prima della vittoria);

La solitudine dei numeri primi arriva addirittura a un milione entro l’anno (120.000 le copie vendute fino a luglio)[2].

Effetto Strega, notorietà internazionale

Effetto Strega, notorietà internazionale

Ma l’ormai noto “effetto Strega” ha risonanze anche all’estero?

I quattro principali paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna) hanno tradotto, tra il 1947 e il 2015, 58 libri “stregati” su 69.

Quelli esclusi risultano essere – e di certo non può considerarsi un caso – i titoli che hanno riscosso un successo limitato pure in Italia.

Un buon risultato di vendite in patria è considerato, infatti, un requisito fondamentale per la vendibilità dello stesso titolo all’estero; si tratta di una sorta di garanzia per gli editori stranieri che stessero valutando di acquistarne i diritti di traduzione.

Il Regno Unito arranca un po’, con soltanto 26 opere vincitrici proposte in traduzione sul mercato britannico.

Tiene bene il passo invece la Germania: tra i maggiori mercati europei, quello in lingua tedesca risulta il più interessato alla narrativa italiana di valore.

Segue la Francia, che a sua volta distacca non di molto la Spagna.

E se spesso lo Strega giunge a consacrare la carriera di autori già affermati sul mercato editoriale italiano, non è raro che sia proprio tale riconoscimento a segnare l’inizio della diffusione delle opere di questi stessi scrittori anche all’estero.

Capita spesso, infatti, che il premio di casa Bellonci metta in atto una più larga azione di “recupero” dei titoli dell’autore vincitore pubblicati precedentemente rispetto all’assegnazione del premio.

Tra gli altri, succede così anche per scrittori del calibro di Cesare Pavese, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Primo Levi.

Quasi nessun editore europeo aveva proposto in traduzione le loro opere prima del rispettivo anno di vittoria allo Strega.

Eppure Pavese, premiato nel 1950 per La bella estate, aveva già pubblicato Dialoghi con Leucò, Il compagno e Prima che il gallo canti.

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La Morante aveva dato alle stampe Menzogna e sortilegio prima di aggiudicarsi lo Strega nel 1957 per L’isola di Arturo.

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La Ginzburg, vincitrice nel 1963 per Lessico famigliare, si era precedentemente fatta apprezzare per Tutti i nostri ieri e Le voci della sera;

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nel 1957 aveva tra l’altro ottenuto il premio Viareggio per il romanzo Valentino.

Discorso analogo per Primo Levi che, prima della vittoria nel 1979 per La chiave a stella, era già autore di Se questo è un uomo, La tregua e Il sistema periodico.

chiave

Vi sono ovviamente casi di autori per i quali lo Strega ha esercitato il proprio potenziale propagandistico in maniera decisamente più contenuta.

Non pochi i titoli “stregati” proposti in traduzione in un numero limitato di edizioni o non tradotti affatto.

In linea di massima pare di poter affermare che lo Strega influisca effettivamente sulle probabilità della diffusione all’estero dei libri vincitori.

Tutto ciò ha come corollario un considerevole accrescimento della notorietà internazionale degli autori premiati.

Un più alto numero di edizioni in traduzione delle loro opere viene infatti approntato successivamente alla vittoria del premio. Ciò non può di certo essere attribuito esclusivamente all’effetto Strega.

Va, infatti, senza dubbio considerato anche l’intervento di vari altri fattori, oggettivi o legati all’esperienza individuale.

Tra i primi, una maggiore immediatezza della comunicazione, le strategie pubblicitarie, la crescita del numero dei lettori, il progresso tecnologico.

Tra i secondi bisogna considerare che spesso il successo di un autore è innanzitutto un suo merito personale.

Tuttavia la prodigiosa fascetta rossa che adorna i libri vincitori dello Strega ha il suo peso e non passa inosservata.

Essa impone all’attenzione il nome di un autore che ha così l’opportunità di raggiungere fasce inimmaginate di pubblico.

Se il suo libro fa centro, potrebbe guadagnarsi la fiducia degli editori e accrescere la propria notorietà internazionale.

Et voilà, il gioco è fatto: l’effetto Strega ha funzionato.

 

 

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[1] V. SCOPPA, M. PONZO, Experts’ awards and economic success: evidence from an Italian literary prize, 2013, consultato all’indirizzo: http://www.ecostat.unical.it/RePEc/WorkingPapers/WP06_2013.pdf.

[2] SOLIMINE, L’Italia che legge, Laterza, Roma-Bari, 2010.

 

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Post a cura di Diletta Capuano – Redazione ReteINDACO

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