Accessibilità, l’esperienza del Sistema Urbano di Genova con ReteINDACO


Il Sistema Bibliotecario Urbano di Genova dedica particolare attenzione al tema dell’accessibilità  e recentemente, dopo aver aderito a ReteINDACO per offrire un nuovo servizio di biblioteca digitale ai suoi cittadini (More than books), ha effettuato le sue verifiche per confermare che ReteINDACO è un servizio accessibile.
Questo post è la testimonianza  dell’incontro fra ReteINDACO e Paolo Ceravolo, della Biblioteca Berio di Genova, che ha curato personalmente i test.
Paolo non si è limitato a raccontare l’esito positivo dei suoi controlli,  ma porta un contributo importante su questo tema, ricordandoci che “prendere in prestito materiale digitale, con le stesse modalità di qualsiasi altra persona, così come navigare liberamente nel mare d’internet, è abbattere una delle tante barriere culturali, architettoniche e digitali presenti nel nostro paese”.
Le parole di Paolo sono straordinarie, leggiamole o ascoltiamole nel VIDEO presentato a tutti i bibliotecari che hanno partecipato al 10° SebinaDAY, che si è tenuto lo scorso 10 dicembre 2015, annuale convegno dei sistemi bibliotecari e delle biblioteche accomunate dall’uso della piattaforma Sebina.
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“Buongiorno mi chiamo Paolo Ceravolo, sono un dipendente del comune di Genova, più precisamente lavoro alla Biblioteca Civica Berio, occupandomi d’accessibilità ai servizi bibliotecari per le persone disabili, con particolare attenzione alle persone non vedenti.

La Biblioteca Berio è il fulcro centrale, con la Biblioteca Internazionale per ragazzi Edmondo De Amicis, del Sistema Bibliotecario Urbano genovese, che oltre a queste due biblioteche ne comprende altre 14, dislocate nei vari quartieri cittadini.

Nell’ottica di una politica di continuo adeguamento dei servizi alle nuove tendenze ed esigenze dei nostri utenti, la nostra Direzione ha deciso d’inserire il prestito di materiali digitali tra i comuni servizi di biblioteca.

Abbiamo scelto la piattaforma SebinaYOU come piattaforma digitale e conseguentemente siamo entrati nella grande ReteINDACO.

Naturalmente, anche perché è obbligo di legge, si è verificata l’accessibilità del sito che fornirà il servizio di prestito digitale ai nostri lettori, verifica di cui mi sono occupato personalmente.

Prima di proseguire nella mia testimonianza vorrei ringraziare il personale della Data Managementp per lo spirito collaborativo con cui hanno risposto a tutte le mie richieste, comprendendo che il mio compito non era quello di metterli sotto esame, ma che la nostra collaborazione poteva fornire loro strumenti utili per la loro crescita professionale e personale.

Sottolineo come i non vedenti utilizzino il computer da almeno un ventennio, per cui il suo utilizzo da parte di ciechi non dovrebbe più sorprendere e si dovrebbe fare attenzione alle esigenze di questa categoria d’utenti e di clienti, fornendo applicativi e possibilità di navigazione in rete adeguata.

La tecnologia assistita utilizzata è uno screen reader, lettore di video, nel mio caso, come per la maggioranza dei ciechi tecnologici, si tratta di Jaws, che oltre ad essere lo screen reader più venduto e utilizzato a livello mondiale, è quello che risponde meglio alle esigenze d’utilizzatori tipo, ma anche d’utilizzatori con necessità particolari.

La mia verifica si è basata sulla totale fruizione dei servizi, conseguentemente alla possibilità di navigare nel portale, avendone fin da subito sensazioni positive.

Da un punto di vista strettamente tecnico, non ho avuto alcuna difficoltà nella ricerca e nello scarico immediato o in un secondo tempo del materiale scelto, così come mi sono auto registrato senza alcuna difficoltà.

Non mi sembra l’occasione adatta per spiegare come ho svolto la verifica, il tempo che dovrei avere a mia disposizione sarebbe molto più lungo di quello che effettivamente ho, mi limiterò solamente a farvi riflettere su una mia opinione personale riguardante l’uso della piattaforma in questione e più in generale del web da parte dei non vedenti.

Prendere in prestito materiale digitale, con le stesse modalità di qualsiasi altra persona, così come navigare liberamente nel mare d’internet, è abbattere una delle tante barriere culturali, architettoniche e digitali presenti nel nostro paese.

Guardate le maschere per l’iscrizione al servizio; nessuna chiede notizie sul mio stato di salute, non devo segnalare se sono disabile o normodotato, nessuno potrà mai sapere, a meno che non sia io a deciderlo di farlo, che sono una persona non vedente, o sorda, o dislessica o affetta da dsa.

Ragionando su un piano più strettamente commerciale o di marketing, perché diminuire il proprio bacino d’utenza escludendo a priori alcune categorie – come fanno alcuni siti commerciali che non forniscono servizi perfettamente accessibili?

Un servizio  accessibile, come quello offerto da rete Indaco, restituisce la giusta dignità di cittadini a chi spesso è volontariamente o involontariamente discriminato in parecchi aspetti  del vivere quotidiano.

Nel ringraziarvi per l’attenzione v’invito a lavorare per fare in modo che sempre più servizi bibliotecari siano veramente accessibili a tutti i cittadini, abbattendo  le barriere che ancora rimangono in piedi.

Per avere ulteriori notizie sul nostro sistema bibliotecario v’invito a visitare il nostro portale, all’indirizzo internet: www.bibliotechedigenova.it

Il post è a cura di Paolo Ceravolo – Biblioteca Berio di Genova e della Redazione ReteINDACO

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