ReteINDACO: una nuova esperienza di biblioteca digitale, per tutti


Intervento del Presidente del Comitato Scientifico ReteINDACO Devid Panattoni (Biblioteca di Altopascio – Lucca) in occasione del convegno “Digital Cupcakes – Letture digitali e non solo, in biblioteca” tenutosi a Ravenna il 7 ottobre 2015.

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Cosa significa far parte di ReteINDACO? Aderire a ReteINDACO significa entrare in una rete di relazioni attiva a livello nazionale. I componenti della Rete sono rappresentati da biblioteche di vario tipo e natura: dalle reti bibliotecarie territoriali, alle biblioteche universitarie, a biblioteche di istituti privati, religiosi e di molte altre tipologie.

Uno dei punti di forza di ReteINDACO, è proprio l’eterogeneità dei soggetti partecipanti che a vario titolo contribuiscono attivamente nell’ampliare le risorse disponibili da mettere a disposizione dei vari sistemi aderenti e, soprattutto, dei cittadini.

Grazie alle competenze dei bibliotecari che operano in ReteINDACO,  la catalogazione delle risorse digitali avviene nel rispetto di linee guida condivise dal Comitato Scientifico, in conformità con le regole di catalogazione.

Il Comitato Scientifico di ReteIndaco è costituito da almeno un membro per ogni sistema bibliotecario/Polo aderente ed è lo strumento di partecipazione attiva dei bibliotecari che intervengono nella definizione delle linee di indirizzo e, soprattutto, nell’individuazione e proposizione delle risorse digitali da inserire.

I canali di comunicazione che ad oggi sono attivi tra i membri del Comitato Scientifico sono: incontri periodici come l’assemblea generale che si tiene a Milano al Palazzo delle Stelline nei 2 gg del Convegno BiblioStar, un Google Group, una newsletter, una pagina FaceBook e call conferences.

La sostenibilità è una delle linee fondanti di ReteINDACO e rispecchia una importante direttiva del Comitato Scientifico. La scelta è quella di mettere a disposizione, prima di tutto, una grande collezione digitale gratuita per offrire contenuti vari ed interessanti anche a quelle biblioteche e/o sistemi che non hanno la disponibilità economica necessaria per acquisire risorse digitali commerciali.

Data Management PA si occupa delle trattative con gli editori e/o fornitori di servizi e il Comitato Scientifico è costantemente informato sugli step delle trattative. Molto importante è la trasparenza tra fornitori e DM PA e fra DM PA e il Comitato Scientifico.

Come ho accennato in precedenza, una delle caratteristiche di ReteINDACO è la possibilità di partecipare alla sua implementazione in diverse modalità: aggiungendo contenuti digitali, catalogando materiale, scrivendo recensioni,  abstract e soprattutto attraverso la conversazione in termini Lankiani, infatti i bibliotecari delle varie istituzioni aderenti hanno la possibilità di “conversare” e, quindi, secondo David Lankes contribuiscono a “creare conoscenza”.

La costruzione di questa giornata è nata proprio attraverso una conversazione tra i vari membri del Comitato Scientifico durante l’estate scorsa in una “stanza virtuale” dove ognuno di noi ha avuto la possibilità di proporre un tema, suggerire un intervento, avanzare ipotesi e molto altro ancora.

Perché, a parer mio, questo approccio è molto importante? Perché il Comitato Scientifico è composto da bibliotecari, ovvero da quei professionisti dell’informazione e della conoscenza, che sono soggetti abituati a “conversare” su più fronti e con più persone, che non dimenticano mai il loro scopo che è il “servizio al cittadino/utente”.

Il cittadino/utente è un soggetto che negli ultimi anni ha cambiato natura e che, quotidianamente, sta cambiando: si reca in biblioteca non solo perché cerca l’ultima novità editoriale, ha necessità di avere un manuale o un saggio per studiare, avere l’elenco delle Università consorziate con la propria, verificare un dato relativo alla storia locale, o magari scaldarsi in inverno leggendo un quotidiano, è oramai un complesso coacervo di bisogni informativi di varia natura e sostanza. Questa è una realtà per tutti noi.

Nel mio lavoro di anni alla biblioteca di Altopascio (LU) – paese con poco più di 15.000 abitanti – mi sono reso conto di quanto la biblioteca sia un riferimento per l’intera comunità, un luogo dove si vanno a chiedere le informazioni più disparate, di primo approccio ai servizi della pubblica amministrazione, dove si può imparare qualcosa: corsi di lingue straniere, corsi di alfabetizzazione informatica per superare il “digital divide”, corsi di italiano per stranieri (L2), etc.

Personalmente mi piace questa visione della biblioteca come luogo dei e per i cittadini, piuttosto che essere vista come un insieme di stanze piene di libri solo per quelli che studiano … magari anche un po’ polverosi.

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E’ proprio con i primi sistemi bibliotecari, quando le biblioteche hanno inteso fare rete, associarsi, consorziarsi, creare cioè attività di formazione e di aggiornamento professionale collettivo, che si è sviluppata la promozione dei propri servizi all’interno di una  “struttura” ramificata sul territorio, iniziando una vera e propria “conversazione” tra colleghi, ma soprattutto verso la popolazione.

Come nella Teoria di Gordon Pask, la biblioteca partecipata è basata sul concetto di “conversazione”, ReteIndaco recepisce in toto questa teoria. Frutto del lavoro quotidiano dei bibliotecari aderenti, tutti possono contribuire e partecipare a ReteINDACO, infatti sono sullo stesso piano le grandi istituzioni bibliotecarie, i sistemi di Ateneo fino alle biblioteche pubbliche con un solo bibliotecario.

La nuova sfida, quindi, a cui siamo chiamati con l’adesione a ReteINDACO è la fruizione da parte di sempre più cittadini dei nuovi contenuti digitali.

Anche se può non essere facile: l’avvio, ad esempio, nel Polo di Lucca, non è stato del tutto lineare né da parte dei colleghi delle biblioteche, né da parte dei potenziali fruitori a causa di una sorta di conservazione di anni di consuetudini e di prassi lavorative, una difesa del concetto di “possesso” rispetto a quello di “fruizione”.

La realtà è che spesso le nuove tecnologie vengono considerate un po’ come uno spauracchio da temere piuttosto che un possibile ampliamento dell’offerta di nuovi servizi per i nostri cittadini/utenti.

Il libro della “MIA” biblioteca contro l’ebook della Rete è a tutt’oggi, per alcuni, un ostacolo da superare!

Riuscire a far capire che tra il libro della biblioteca e l’ebook c’è solo una differenza di supporto e di fruizione … non è un facile passaggio!

Molti bibliotecari temono di non saper rispondere ad eventuali domande di approfondimento degli utenti. Pian piano, però, anche i colleghi iniziano a cambiare e si rendono conto che l’utenza vuole altro rispetto al solito “vecchio” OPAC.

Servono nuove informazioni, aumentano le conversazioni al reference, ad esempio, sui quotidiani on line, sui dizionari, … alcuni insegnanti di inglese suggeriscono la visione dei film in lingua originale come compito a casa. Le cose stanno cambiando anche se sono ancora pochi gli utenti che scaricano l’ebook se in biblioteca non c’è la copia cartacea. E questo perché, a parer mio, il piacere della lettura rimane ancora un po’ legato al “profumo della carta”.

Altro discorso per i manuali o i testi scientifici dove il formato elettronico è forse preferibile perché di pronta consultazione al momento del bisogno e senza peso.

Sfatiamo, da ultimo, il mito che con ReteINDACO e la biblioteca digitale le biblioteche possano perdere utenti. Anzi sta avvenendo proprio il contrario.

Sinceramente da quando abbiamo iniziato una campagna locale di pubblicità abbiamo aumentato sia i prestiti (cartacei e non), che le richieste al reference: cosa devo fare per scaricare un ebook? quanto dura il prestito? cos’è un account adobe? come posso avere le credenziali per accedere a ReteIndaco? posso prenotare un ebook? devo venire in biblioteca per leggere un ebook o un quotidiano on line? cos’è lo streaming? …

Una nuova sfida che mi sono posto, e vorrei vincere, è far capire che la biblioteca digitale partecipata è per tutti: con Tutti intendo sia biblioteche che aderiscono a ReteINDACO sia cittadini/utenti/studenti/fans o come si vogliono chiamare.

“Digital Library/La biblioteca partecipata…” è il titolo del convegno che si è tenuto lo scorso marzo al Palazzo delle Stelline di Milano dove Francesco Mazzetta della Biblioteca di Fiorenzuola D’Arda (PC), presidente del Comitato Scientifico per il periodo marzo 2014 – marzo 2015, ha tenuto un intervento dal titolo “Navigar m’è dolce in questo mare (digitale)”.  Nell’interessante articolo Francesco Mazzetta ci segnalava un po’ di numeri riferiti a ReteIndaco: 26 sistemi – 1300 biblioteche – 10 regioni  questo a marzo 2015… e oggi?

Oggi le biblioteche sono oltre 2.200 distribuite su 16 regioni e le risorse sono più di

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Di queste, circa 615.000 sono gratuite per le biblioteche.

Sono disponibili oltre 180.000 ebook, 9200 audiolibri, 77.600 album musicali, più di 10.000 video giochi, quasi 50.000 video, 6000 fra e-leaning e corsi di lingue, più di 600 manifesti, film in lingua originale e tutta l’offerta unlimited di MyMoviesLive, oltre 270.000 fra ejournal ed articoli scientifici, banche dati, portali, i dizionari di Ubidictionary, l’edicola di PressReader e altri quotidiani full text , oltre 55.000 mappe .

Abbiamo elaborato alcuni dati per conoscere meglio i nostri “utenti digitali”.

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I nostri lettori digitali cosa leggono?

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E, in particolare, il 90% della fiction è costituita da:

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Mentre la top ten della saggistica comprende:

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Quello che da ultimo evidenziamo nell’esperienza ReteINDACO è che sono importanti tutte le tipologie di risorse. Sicuramente gli ebook hanno una posizione preminente, ma sono in crescita gli audiolibri e i video, significativi i numeri di accesso ai film commerciali di MymoviesLive. Un elemento interessante, inoltre è la diversità di utilizzo delle risorse nei sistemi, questa difformità rispecchia molto bene la composizione dei poli, le caratteristiche territoriali e culturali (a Lucca è significativo l’ascolto della proposta musicale vista la presenza, ad esempio, della biblioteca dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “L. Boccherini” e di una forte tradizione locale legata alla musica (Puccini era di Torre del Lago)).

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Il post è a cura di Devid Panattoni – Biblioteca di Altopascio – Comitato Scientifico ReteINDACO

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