I progetti di retrogaming di Internet Archive in ReteINDACO


retrogaming Internet Archive ReteINDACO

All’interno dello Store di ReteINDACO, per le biblioteche che utilizzano questa piattaforma di biblioteca digitale, sono da qualche giorno disponibili circa 11.000 nuovi videogiochi disponibili per lo streaming ed in alcuni casi anche per il free download, provenienti da 3 distinti progetti di “retrogaming” all’interno di Archive.org.

I tre progetti sono:

  • Internet Arcade” che mette a disposizione oltre 600 videogiochi classici da “sala giochi” come Defender(Williams, 1980), OutRun (Sega, 1986), Q*Bert (Gottlieb, 1982), Zaxxon (Sega, 1982), ed altri che possono essere fruiti in streaming mediante il progetto JMESS che permette di utilizzare i sistemi di emulazione dei giochi arcade classici MAME (creato dall’italiano Nicola Salmoria) e derivati in ambiente JavaScript che fondamentalmente ne permette l’utilizzo tramite comuni browser;

 

  • Classic PC Games” mette a disposizione 7.736 tra demo e giochi completi tra cui ci sono classici come Wolfenstein 3D (id, 1993), Quake (id, 1996), Star Wars: Jedi Knight – Dark Forces II (LucasArts, 1997), Blood (Monolith, 1997),Descent (Parallax, 1995), ed altri in free download che per funzionare sugli attuali PC hanno bisogno di dell’emulatore DOSBox (che può essere scaricato da qui:http://www.dosbox.com/ e qui:https://cutefloor.wordpress.com/dosbox-tutorial/ è disponibile in inglese un tutorial per la relativa installazione e configurazione);

 

  • Software Library: MS-Dos Games” mette a disposizione 2.560 giochi – in parte gli stessi del secondo progetto ma che possono essere fruiti online tramite l’emulazione browser di EM-DOSBOX – tra cui Prince of Persia(Bro/derbund, 1990), Sim City (Maxis, 1989), Dune II – The Building of a Dynasty (Westwood Studios, 1992), Maniac Mansion (Lucasfilm Games, 1987), ecc.

Il “retrogaming” fornito da Archive.org – e dalla piattaforma ReteINDACO e dalle biblioteche che vi aderiscono – per quanto non rigorosamente filologico quale quello fruibile ad esempio presso l’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna che permette di provare i giochi classici sulle console originali, mette a disposizione una collezione con cui altrimenti sarebbe arduo poter giocare.

 

Il retrogaming risponde sia ad esigenze conservative e di studio, per chi si occupa ad esempio di “game studies” o di storia dei “new media”, ma ha anche risvolti pratici per le biblioteche pubbliche, che non si traduce solo fare marketing del servizio di “biblioteca digitale” mediante questo medium appetibile ai nativi digitali (cosa comunque tutt’altro che disprezzabile), ma anche nell’utilizzarlo in un’ottica di promozione intergenerazionale, ad esempio realizzando eventi dedicati all’interno di un contenitore come International Games Day @ your library (per quest’anno previsto per il prossimo 21 novembre 2015) che siano esplicitamente rivolti a far interagire differenti gruppi generazionali (i padri che hanno giocato a Pac-Man e i figli che l’hanno visto nel recente Pixels al cinema). O anche per la promozione di una “gaming zone” grazie a per-corsi di storia videoludica che contribuiscano alla conoscenza di un medium spesso fruito in maniera fin troppo inconsapevole, per quanto in modo massivo, dalle giovani generazioni.

 

Il post è a cura di   Francesco Mazzetta – Biblioteca di Fiorenzuola d’Arda (PC) – bibliofiorenzuola.wordpress.comossessionicontaminazioni.blogspot.it ]    –   Comitato Scientifico ReteINDACO

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